Ciak si legge!

Valentina Morlacchi

”Thelma & Louise”, in fuga verso l’emancipazione

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Thelma e Louise, il film di Ridley Scott, uscito nel 1991 e premiato con l’Oscar per miglior sceneggiatura, è ormai entrato nella storia del cinema grazie alla magistrale interpretazione di Geena Davis (Thelma) e Susan Sarandon (Louise) e grazie alla bellezza mozzafiato dei paesaggi aridi di un’America fatta di deserto, strade infinite e polverose, motel e distributori di benzina disseminati in mezzo al nulla.

 

Lo spettatore viene catapultato in un’America retrograda e maschilista, precisamente nell’Arkansas, dove vivono le due amiche, Thelma e Louise. Entrambe vivono un’esistenza noiosa e grigia: moglie succube di un marito autoritario la prima, cameriera in un fast-food la seconda. Stanche della routine quotidiana, le due decidono di partire per un breve viaggio nel week-end, del tutto ignare che la vacanza si trasformerà in una fuga verso il Messico con tanto di inseguimento della polizia di diverse contee.  

 

La breve vacanza si trasforma subito in un incubo: la sera della partenza le due si fermano in un locale e Thelma viene raggirata da uno sconosciuto che cerca di violentarla nel parcheggio. Interviene prontamente Louise che, vittima in passato di violenza, uccide l’uomo. Restie a denunciare l’accaduto alla polizia, inizia la loro fuga verso il Messico.

 

Di strada ne faranno tanta, a bordo di una Ford Thunderbird, che diventa il simbolo del loro viaggio alla conquista della libertà. Questa libertà se la dovranno guadagnare duramente, superando molti ostacoli. Il problema principale riguarda i soldi: per arrivare in Messico ne servono parecchi e Louise decide di chiedere a Jimmy, l’uomo con cui ha una relazione, di spedirle tutte i suoi risparmi in un’agenzia di Oklahoma City. Ma Jimmy, ignaro della fuga delle donne, si presenta di persona per consegnarle i soldi. I due passeranno la notte insieme in un motel, mentre Thelma, decisa a vivere appieno la sua nuova vita lontana dal marito, si concede a J.D., un autostoppista al quale hanno dato un passaggio. Il risveglio di Thelma sarà però traumatico: J.D. è sparito con i soldi che Louise le aveva affidato.

 

Braccate dalla polizia e senza denaro, le due amiche decidono di non arrendersi e proseguire la corsa. Thelma arriva anche a rapinare un supermercato. Riprese dalle telecamere, la polizia le identifica e viene a sapere da J.D., nel frattempo arrestato, che le due sono dirette in Messico. A nulla serve l’appello del marito di Thelma e dell’ispettore Hal di tornare a casa: la fuga prosegue.

In New Mexico, Thelma e Louise si imbattono in un rude e volgare camionista, che cerca di attirare la loro attenzione con gesti e commenti sguaiati e volgari. Le amiche decidono prima di ignorarlo ma poi, quando questi non desiste, fanno esplodere il suo camion.

Braccate dalla polizia, le due donne raggiungono il Grand Canyon, dove la corsa sembra ormai arrivata alla fine: da un lato il dispiegamento delle forze dell’ordine pronte a fare fuoco, dall’altro il salto nel vuoto del canyon. Thelma e Louise scelgono insieme, tenendosi per mano, di proseguire il loro viaggio e di non arrendersi, alla conquista della libertà tanto agognata.   

 

Questo lungo viaggio, iniziato in Arkansas e proseguito per l’Oklahoma, il New Mexico e, infine, l’Arizona, permette alla due amiche di maturare e crescere come donne, oltre che a rafforzare la loro complicità e amicizia. Delle due è Louise la più determinata e indipendente: sa cosa vuole e cosa bisogna fare quando si tratta di prendere decisioni importanti. Ormai sfiduciata dal genere maschile, non si lascia abbindolare dagli uomini. Cosa che succedere, invece, immancabilmente a Thelma, prima con lo sconosciuto del locale e poi con J.D. Ma anche per lei si prospetta una crescita interiore e una nuova consapevolezza. Ne è una prova la rapina al supermercato che lei stessa fa, di sua iniziativa, senza chiedere l’approvazione di Louise, dalla quale sembra dipendere in tutto.

 

Delle due donne partite dall’Arkansas rimane ben poco: il viaggio è chiaramente una metafora della loro evoluzione e della ricerca di libertà ed emancipazione. Non a caso, tutti i personaggi maschili sono negativi: dal marito di Thelma al fidanzato di Louise, dallo sconosciuto del locale all’autostoppista al camionista. Persino l’ispettore di polizia che cerca di aiutarle non riesce a convincere l’ormai sfiduciata Louise.

 

Proprio per la negatività con cui gli uomini sono rappresentati, il film all’epoca ha riscontrato alcune critiche, che lo hanno definito un film “troppo femminista”. Tuttavia le memorabili eroine interpretate da Geena Davis e Susan Sarandon hanno reso il film un vero cult movie del cinema americano. Seppur a caro prezzo, la tanta agognata libertà se la sono guadagnata con il massimo rispetto.

 

1 luglio 2015
 
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Valentina Morlacchi

Classe 1984, sono laureata in editoria all’Università di Bergamo, città nella quale vivo. Sono nata e cresciuta in una casa piena di romanzi e da piccola, anziché giocare con le bambole, mi arrampicavo sugli scaffali della libreria dei miei genitori in cerca di libri da leggere. Ora che sono cresciuta ho una libreria tutta mia, che coltivo con amore ed è in costante espansione. Amo soprattutto romanzi di narrativa americana e inglese, ma leggo tutto quello che colpisce la mia attenzione. L’altra mia grande passione è il cinema. Prediligo i registi americani e i film complicati, meglio se con un finale aperto e che, magari, devi vedere almeno due volte per capirli. Mi piace condividere con gli altri quello che scopro leggendo un libro o guardando un film. È per questo motivo che ho aperto il mio blog, Ciak, si legge! (ciak-si-legge.blogspot.com), nel quale racconto quello che un film o un libro mi hanno trasmesso, cercando di andare oltre la semplice recensione. Più che articoli, sono impressioni personali da leggere a posteriori, quando il film è ai titoli di coda o si è arrivati alla fine del libro.

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