Ciak si legge!

Valentina Morlacchi

”The Help”, storia di una rivincita afroamericana

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The Help è il romanzo d’esordio di Kathryn Stockett, pubblicato nel 2009 e divenuto famoso per la sua trasposizione cinematografica con l’omonimo film, diretto da Tate Taylor e vincitore di un premio Oscar (assegnato a Octavia Spencer come miglior attrice non protagonista).

 

Il film è la fedele riproduzione del romanzo, che narra le vicende di alcune donne afroamericane degli anni Sessanta a servizio come domestiche presso famiglie di bianchi a Jackson (Mississippi). Il racconto del libro alterna tre voci narranti: Aibileen Clarck (interpretata da Viola Davis nel film), bambinaia afroamericana tuttofare che lavora per la viziata e immatura Elizabeth; Minny Jackson (Octavia Spencer nel film), migliore amica di Aibileen, anche lei domestica nera a servizio dell’altezzosa e perfida Hilly, dalla quale sarà licenziata per trovarsi in seguito a servizio dalla seducente bionda ossigenata Celia Foote (Jessica Chastain nel film), una donna tanto ingenua quanto buona e comprensiva.

 

La terza voce narrante del romanzo è invece di Eugenia Phelan, detta Skeeter, ragazza bianca appena laureatasi e intenzionata a inseguire il sogno di diventare scrittrice. Skeeter è una ragazza molto diversa rispetto alle sue coetanee: mentre le altre ragazze incarnano lo stereotipo della donna borghese americana il cui unico obiettivo è creare una famiglia e rendere felice il marito, lei vuole realizzarsi professionalmente e, per questo motivo, è considerata la pecora nera della famiglia.

 

I destini di Aibileen, Minny e Skeeter sono destinati a incrociarsi ben presto, dando vita a un susseguirsi di eventi inaspettati: Skeeter, appena assunta da un giornale locale, deve occuparsi di una rubrica di economia domestica e, non sapendone nulla a riguardo, si fa aiutare da Aibileen, domestica di Elizabeth, sua vecchia compagna di scuola. Di giorno in giorno Skeeter, a stretto contatto con Aibileen, viene a conoscenza di molte ingiustizie che le domestiche e gli afroamericani devono sopportare da parte dei bianchi. Siamo infatti nell’America degli anni Sessanta, un Paese nel quale all’epoca sono ancora in vigore le leggi della segregazione razziale, che impongono la netta distinzione tra neri e bianchi, non solo in termini di diritti, ma anche in merito ai luoghi riservati agli uni e agli altri, che devono rimanere nettamente separati.  

 

Skeeter decide così di dar vita a un progetto: scrivere un libro di testimonianze, raccolte in forma anonima, tra le domestiche della città di Jackson. Se raccoglierà racconti sufficienti e convincenti, il suo libro sarà pubblicato da una famosa casa editrice di New York e potrà realizzare il suo sogno di diventare una scrittrice. Skeeter riesce a coinvolgere Aibileen nel progetto, chiedendole di convincere anche le altre domestiche a unirsi a loro. Anche Minny, inizialmente scettica, decide di partecipare al progetto. Non senza fatica, Skeeter, che è comunque bianca, ricca e figlia di possidenti terrieri, riesce a conquistare la fiducia delle donne afroamericane di Jackson e a farsi raccontare episodi, segreti e aneddoti riguardanti le famiglie borghesi della città. Per queste donne si tratta di un atto di coraggio: in quegli anni qualsiasi nero poteva essere ucciso, anche senza motivo, da un bianco o essere perseguitato (e ammazzato) dal famigerato Ku Klux Klan.

 

Dall’estenuante lavoro di Skeeter e dalla collaborazione di tutte le domestiche della città, nasce così il libro che sarà intitolato “The Help” e destinato ad avere molto successo in tutta l’America. Il libro arriva anche a Jackson e non sarà difficile per la perfida Hilly capire che il libro racconta proprio di lei e delle sue amiche, nonostante nomi e luoghi siano stati modificati da Skeeter. Hilly si vendicherà facendo licenziare Aibileen, ma per Aibileen si prospettano ormai grandi cambiamenti: grazie ai proventi del libro, che Skeeter ha diviso con tutte le altre domestiche, può ora rifarsi una nuova vita e, col sorriso sulla bocca, lascia per sempre la casa di Elizabeth.

 

Sia il libro che il film riescono a trattare con delicatezza e leggerezza ma, al contempo, con precisione storica alcune tematiche importanti: le leggi razziali, il segregazionismo, il razzismo e la bigotteria dell’America degli anni Sessanta. La segregazione razziale esisteva già da decenni negli Stati Uniti, precisamente dagli anni Settanta dell’Ottocento: nonostante l’abolizione della schiavitù nel 1863 da parte del presidente Lincoln, in America si diffondono in quel periodo il cosiddetto “razzismo scientifico” e l’odio razziale, che vengono istituzionalizzati con le leggi di segregazione razziale. Sarà solo negli anni Sessanta del Novecento, proprio negli anni in cui The Help è ambientato, che queste leggi verranno abolite ufficialmente in tutti gli Stati americani, grazie alle lotte per i diritti degli afroamericani condotte da Malcom X, Martin Luther King e altri numerosi attivisti.

 

The Help racconta una storia, seppur fittizia, di una piccola rivincita afroamericana e, una volta terminato di leggere il libro o guardare il film, non si può che essere felici per Aibileen e soddisfatti per l’umiliazione di Hilly.

 

Valentina Morlacchi

 

31 luglio 2015
 
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Commenti
  • Daniela Volonté

    Credo di non avere parole… Cioè ne avrei, perché questa recensione è assolutamente meravigliosa, ma temo di scrivere delle banalità… Marianna, dire che ti sono sgrata per quello che hai messo insieme in questo bellissimo articolo, è poco.
    Grazie di cuore.

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Valentina Morlacchi

Classe 1984, sono laureata in editoria all’Università di Bergamo, città nella quale vivo. Sono nata e cresciuta in una casa piena di romanzi e da piccola, anziché giocare con le bambole, mi arrampicavo sugli scaffali della libreria dei miei genitori in cerca di libri da leggere. Ora che sono cresciuta ho una libreria tutta mia, che coltivo con amore ed è in costante espansione. Amo soprattutto romanzi di narrativa americana e inglese, ma leggo tutto quello che colpisce la mia attenzione. L’altra mia grande passione è il cinema. Prediligo i registi americani e i film complicati, meglio se con un finale aperto e che, magari, devi vedere almeno due volte per capirli. Mi piace condividere con gli altri quello che scopro leggendo un libro o guardando un film. È per questo motivo che ho aperto il mio blog, Ciak, si legge! (ciak-si-legge.blogspot.com), nel quale racconto quello che un film o un libro mi hanno trasmesso, cercando di andare oltre la semplice recensione. Più che articoli, sono impressioni personali da leggere a posteriori, quando il film è ai titoli di coda o si è arrivati alla fine del libro.

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