Ciak si legge!

Valentina Morlacchi

Sicilia, un viaggio tra gli scrittori e i registi che l’hanno raccontata

07082015101742_sm_13055

Ispirata dal viaggio che presto farò, oggi voglio scrivere della Sicilia. Documentandomi su questa terra così ricca di cultura, storia e tradizioni, ho rispolverato libri di autori siciliani e riscoperto film ambientati nei paesini di questa splendida regione. Un luogo che vanta un mare cristallino, città in stile barocco, parchi naturali e palazzi dichiarati patrimonio dell’Unesco, la Sicilia è anche patria di storici scrittori, che hanno segnato la letteratura italiana, oltre che essere luogo di ispirazione per grandi registi.

Della Sicilia e dei suoi personaggi che ne hanno segnato la cultura si dovrebbero scrivere pagine e pagine ma, dato lo spazio qui limitato, voglio offrirvi una panoramica sugli scrittori e registi che personalmente prediligo.

Se dico letteratura siciliana, il primo autore mi balza alla mente è Giovanni Verga, che lego agli anni della mia formazione scolastica. Nato nel 1840 a Vizzini, in provincia di Catania, Verga è stato uno dei maggiori esponenti del verismo letterario grazie al suo stile narrativo caratterizzato da descrizioni rigorose e privo di opinioni personali. I suoi romanzi sono ambientati nelle campagne della Sicilia, dove egli ha trascorso la sua infanzia e adolescenza. Verga è ricordato soprattutto per l’ambizioso progetto del Ciclo dei vinti, un insieme di cinque romanzi attraverso i quali raccontare la lotta dell’uomo alla sopravvivenza in una società in continua evoluzione. Solo i primi due romanzi, I Malavoglia (1881) e Mastro don Gesualdo (1889), saranno però completati e pubblicati, mentre La duchessa di Leyra resterà incompiuto e L’onorevole Scipioni e L’uomo di lusso non saranno mai iniziati.

Un altro grande scrittore siciliano è certamente Luigi Pirandello, nato ad Agrigento nel 1867 e premio Nobel per la letteratura nel 1934. Pirandello, che oltre a scrivere romanzi si dedicò anche a drammaturgia e poesia, è noto soprattutto per Il fu Mattia Pascal (1904) e Uno, nessuno, centomila (1926). I suoi romanzi sono straordinariamente moderni per i temi trattati e molte riflessioni che ne emergono possono essere applicate alla realtà di oggi: già all’epoca Pirandello, fortemente pessimista, coglie i limite dell’essere umano intrappolato nei ruoli che la società gli attribuisce, con conseguente crisi dell’io e perdita della propria identità, in una realtà caratterizzata dall’incomunicabilità.

Un altro scrittore che ha lasciato il segno nella nostra letteratura è certamente Leonardo Sciascia, nato a Racalmuto, in provincia di Agrigento, nel 1921. Uomo di grandi valori, Sciascia fu scrittore, giornalista, insegnante di scuola elementare e politico. Dalla sua penna sono nati romanzi gialli quali Il giorno della civetta (1961) e A ciascuno il suo (1965), oltre a Il consiglio d’Egitto (1963) ambientato nella Palermo del 1700 e la raccolta di racconti Gli zii di Sicilia (1957). Nei suoi scritti Sciascia traccia un netto profilo della nostra società, descrivendola con pessimismo e sfiducia.

Dalle pagine dei romanzi di questi scrittori si può conoscere la Sicilia più vera, quella fatta di tradizioni e folklore, ma anche attraverso il cinema possiamo conoscere molto di questa terra e delle persone che la abitano. A qualche decennio di distanza da Verga, Pirandello e Sciascia, si collocano altri artisti, questa volta registi, che hanno raccontato attraverso i loro film la Sicilia.

Tra i registi siciliani contemporanei spicca Giuseppe Tornatore, originario di Bagheria (Palermo), città che lo ha ispirato per il suo film Baarìa (2009). Baarìa è proprio Bagheria, in dialetto, ed è il luogo dove si susseguono le vicende di Peppino Torrenuova e della sua famiglia dagli anni Trenta agli Ottanta. Lo spettatore segue le vicende della vita di Peppino, giovane figlio di contadini che decide di ribellarsi alla famiglia prima iscrivendosi al Partito Comunista e poi innamorandosi di Mannina e attuando la cosiddetta “fuitina” chiudendosi in casa con lei. Seguendo Peppino per decenni, lo spettatore segue al contempo le vicende storiche, sociali e politiche che hanno coinvolto la Sicilia, dal fascismo allo sbarco degli alleati, dal referendum per la Repubblica all’arrivo della televisione, nonché la presenza della mafia sul territorio.

Tornatore aveva già scelto i luoghi della Sicilia per ambientare i suoi film, ad esempio Nuovo Cinema Paradiso (1988). Si raccontano le vicende di Totò, affermato regista che decide di tornare nel paese siciliano d’origine, Giancaldo (paese immaginario, che prende però il nome dalla montagna che si trova sopra Bagheria), in occasione del funerale di un uomo che ha segnato la sua infanzia e gli ha fatto scoprire il cinema e la passione per la regia. Tonato nella terra natia, Totò rivivrà con nostalgia i momenti più belli della sua infanzia, tutti legati a Giancaldo e alla Sicilia.

Un altro regista, Marco Tullio Giordana, sebbene non sia di origini siciliane, ha scelto di raccontare della Sicilia e, soprattutto, di un personaggio che ne ha segnato la storia. Si tratta del film I cento passi (2000), che racconta le vicende di Peppino Impastato, ucciso nel 1978 dalla mafia, alla quale si era apertamente ribellato. Il giovane Peppino vive a Cinisi (Palermo) e la sua casa si trova a cento passi esatti da quella di don Tano, il boss mafioso locale. Peppino è stanco del clima di indifferenza e omertà nella quale il paese e la sua stessa famiglia, affiliata a cosa nostra, vivono e decide di sfidare apertamente il boss e la mafia. Fonderà anche la storica Radio Aut, dalla quale trasmette non solo ottima musica, ma anche discorsi e sfoghi personali sulla mafia e l’omertà che la alimenta. Divenuto un personaggio scomodo, verrà ucciso in un attentato nello stesso giorno in cui morì Aldo Moro (9 maggio 1978).

Gli autori e i registi di cui vi ho parlato non sono che gocce nell’oceano quale è la cultura siciliana. Ci sono numerosi altri scrittori siciliani oltre a quelli qui citati e, sicuramente, esistono tanti altri film ambientati in Sicilia e che ne raccontano i personaggi più significativi. Questo vuole solo essere uno spunto per scoprire, in accordo con i propri gusti, quello che la Sicilia ci può offrire nella letteratura e nel cinema, una terra che ha molto da offrire.

 

Valentina Morlacchi

 

8 agosto 2015

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Tags
Commenti

Valentina Morlacchi

Classe 1984, sono laureata in editoria all’Università di Bergamo, città nella quale vivo. Sono nata e cresciuta in una casa piena di romanzi e da piccola, anziché giocare con le bambole, mi arrampicavo sugli scaffali della libreria dei miei genitori in cerca di libri da leggere. Ora che sono cresciuta ho una libreria tutta mia, che coltivo con amore ed è in costante espansione. Amo soprattutto romanzi di narrativa americana e inglese, ma leggo tutto quello che colpisce la mia attenzione. L’altra mia grande passione è il cinema. Prediligo i registi americani e i film complicati, meglio se con un finale aperto e che, magari, devi vedere almeno due volte per capirli. Mi piace condividere con gli altri quello che scopro leggendo un libro o guardando un film. È per questo motivo che ho aperto il mio blog, Ciak, si legge! (ciak-si-legge.blogspot.com), nel quale racconto quello che un film o un libro mi hanno trasmesso, cercando di andare oltre la semplice recensione. Più che articoli, sono impressioni personali da leggere a posteriori, quando il film è ai titoli di coda o si è arrivati alla fine del libro.

Utenti online