Ciak si legge!

Valentina Morlacchi

Animali nella letteratura, ecco cosa hanno da insegnarci

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La storia della letteratura è piena di racconti e storie i cui protagonisti sono gli animali. Animali parlanti, che hanno sentimenti e provano emozioni; animali che hanno una coscienza e che si dimostrano più intelligenti e tolleranti degli umani. Sin dall’antichità, con le fiabe di Esopo e di Fedro, gli scrittori hanno reso gli animali protagonisti di storie indimenticabili e che ci offrono spunti per riflettere sul comportamento umano.
 
Un grande insegnamento sull’amicizia, per esempio, ce lo offre la volpe de Il piccolo principe (1943) di Antoine de Saint-Exupéry. Durante il suo viaggio nell’universo, giunto sulla Terra, il piccolo principe incontra una volpe, la quale gli chiede di essere addomesticata. Grazie all’amicizia che nasce tra i due, il piccolo principe può comprendere il vero valore dell’amicizia. L’addomesticare di cui parla la volpe è inteso come il curare l’altro, rendendo così unico e speciale il rapporto. Addomesticare significa inoltre coltivare ogni giorno questa speciale relazione, con la consapevolezza che potrebbe sopraggiungere il momento della separazione, che non potrà però mai cancellare l’amicizia.
 
Le storie di animali vengono usate anche come allegoria della società umana. È questo il caso de La fattoria degli animali (1945) di George Orwell. In una fattoria gli animali, stanchi del comportamento irresponsabile del fattore, decidono di ribellarsi e prendere il controllo. Una volta cacciati gli umani, decidono di organizzarsi secondo i principi del comunismo. L’idillio è però destinato a durare poco, in quanto i maiali, diretti dal loro capo Napoleon, decidono di prendere il potere ed eliminare gli oppositori. I maiali diventeranno crudeli e corrotti proprio come gli uomini che avevano messo in fuga. Questo romanzo è un palese rimando alla dittatura staliniana e denuncia il fallimento delle lotte in nome di ideali di uguaglianza che si trasformano in dispotismo.
 
Storie più liete ci vengono invece narrate da Luis Sepúlveda, che ha dedicato diversi racconti agli animali e non ha mai negato il suo amore per i gatti. Una di queste è Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996): al gatto Zorba viene affidato un uovo di gabbiano con la promessa, fatta alla mamma gabbiano in punto di morte, che se ne sarebbe occupato e avrebbe insegnato al piccolo a volare. Zorba, che promette alla mamma gabbiano di non mangiare l’uovo, si prenderà cura dell’uovo, covandolo, sino alla sua dischiusa. Nasce così Fortunata, una gabbianella convinta che Zorba si sua madre. Nonostante gli scherni iniziali, il gatto convincerà i suoi amici felini ad aiutarlo nell’accudire la gabbianella e, come promesso alla madre, di insegnarle a volare.
 
Un altro gatto, sempre protagonista dei racconti di Sepulveda, è Mix, in Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (2012). Mix è un gatto anziano e cieco, che vive da solo con il suo padrone in un appartamento. L’unica attività che Mix svolge è fare la guardia alla dispensa di casa, anche se non ha mai incontrato un topo in vita sua. Ma, un giorno, un topolino compare e cerca di rubare del cibo; Mix non lo uccide e inizia a conversare con lui. Scopre così che il topolino non ha un nome e il gatto lo ribattezza Mex, mentre Mix gli racconta di sentirsi solo e annoiato. Tra i due nasce una profonda amicizia, suggellata da un patto: Mex può prendere dalla dispensa il cibo, in cambio di raccontare a Mix cosa succede fuori dalla finestra, nel mondo.
 
Il tema dell’amicizia improbabile tra animali di specie diverse è trattato anche da Daniel Pennac in Ernest e Celestine (2013). Ernest è un orso che vive nel mondo di sopra, popolato da soli orsi, mentre Celestine è una topolina che vive nel mondo di sotto, abitato dai topi. I due mondi sono separati ed è severamente vietato alle due specie entrare in contatto, in quanto si odiano da sempre. Quando Celestine, topolina aspirante dentista, si ritrova nel mondo di sopra per recuperare dei denti e viene scoperta dagli orsi, viene salvata proprio da Ernest. I due, entrambi in fuga e ricercati dalla polizia, si nascondono nel bosco, nella casa innevata di Ernest. Durante l’inverno i due, ormai amici, si prenderanno cura l’uno dell’altra. Quando però verranno scoperti e portati nei rispettivi tribunali, i due amici avranno modo di insegnare ai loro simili che l’amicizia tra orsi e topi è possibile: nei tribunali in cui sono condotti per essere giudicati, collocati in corrispondenza l’uno sopra e l’altro nel mondo di sotto, scoppia un incendio, i due si aiuteranno a vicenda per sconfiggere le fiamme, salvando sia orsi che topi.
 
Queste sono solo alcune delle storie di cui gli animali sono protagonisti: la letteratura ne è piena e ci sono numerosi altri romanzi. Quello che li accomuna tutti è l’insegnamento che l’uomo può trarne: riscoprire e apprezzare i valori positivi quali amicizia e amore ed eliminare quelli negativi, nocivi per la convivenza e per la felicità.
 
8 luglio 2015
 
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Valentina Morlacchi

Classe 1984, sono laureata in editoria all’Università di Bergamo, città nella quale vivo. Sono nata e cresciuta in una casa piena di romanzi e da piccola, anziché giocare con le bambole, mi arrampicavo sugli scaffali della libreria dei miei genitori in cerca di libri da leggere. Ora che sono cresciuta ho una libreria tutta mia, che coltivo con amore ed è in costante espansione. Amo soprattutto romanzi di narrativa americana e inglese, ma leggo tutto quello che colpisce la mia attenzione. L’altra mia grande passione è il cinema. Prediligo i registi americani e i film complicati, meglio se con un finale aperto e che, magari, devi vedere almeno due volte per capirli. Mi piace condividere con gli altri quello che scopro leggendo un libro o guardando un film. È per questo motivo che ho aperto il mio blog, Ciak, si legge! (ciak-si-legge.blogspot.com), nel quale racconto quello che un film o un libro mi hanno trasmesso, cercando di andare oltre la semplice recensione. Più che articoli, sono impressioni personali da leggere a posteriori, quando il film è ai titoli di coda o si è arrivati alla fine del libro.

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